{"id":99,"date":"2020-02-12T10:23:59","date_gmt":"2020-02-12T10:23:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.atcpisa14ovest.it\/welcome\/?page_id=99"},"modified":"2020-03-12T13:28:52","modified_gmt":"2020-03-12T13:28:52","slug":"ungulati","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.atcpisa14ovest.it\/welcome\/ungulati\/","title":{"rendered":"Ungulati"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:20px\">  Gli ungulati selvatici presenti in Toscana sono rappresentati da <strong>cinque specie<\/strong>: capriolo, cervo, daino, cinghiale e muflone. Tutte le popolazioni presenti nel territorio regionale, fatto salvo il capriolo nel quadrante sud-occidentale (province di Grosseto, Siena e parte di Firenze) derivano da immissioni avvenute a partire dal <strong>1800<\/strong>. Gran parte delle immissioni originarie delle popolazioni odierne sono avvenute in territori demaniali o aziende faunistiche private. La consistenza, densit\u00e0 e distribuzione delle diverse specie \u00e8 progressivamente aumentata nel tempo, con la sola eccezione del muflone, pi\u00f9 soggetto delle altre specie alla predazione del lupo <strong>(<\/strong><a rel=\"noreferrer noopener\" target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.provincia.pisa.it\/uploads\/2020_02_18_12_59_10.pdf\"><strong>Piano di controllo del cinghiale 2019-2021<\/strong><\/a><strong>)<\/strong>. Rispetto alla situazione rappresentata nella ultima pubblicazione della Banca Dati Ungulati curata da ISPRA (2012), la Toscana rappresenta la regione con le maggiori consistenze dell\u2019Italia peninsulare, comprendendo circa <strong>450.000 capi(<\/strong><a rel=\"noreferrer noopener\" target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.confederazionecacciatoritoscani.it\/attachments\/article\/5\/Delibera_n.372_del_27-04-2016-Allegato%20Piano%20di%20controllo%20delle%20popolazioni%20di%20cinghiale.pdf\"><strong>Piano di controllo del cinghiale 2016-2018<\/strong><\/a><strong>)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:20px\">Le attivit\u00e0 di caccia, al di fuori dei periodi previsti dalla 157\/92 sono state incentrate sul <strong>prelievo selettivo<\/strong>, attraverso il ricorso alle procedure previste dall\u2019art. 11 quaterdecies, comma 5, della Legge 2 dicembre 2005, n. 248. Altre misure coordinate riguardano le attivit\u00e0 di monitoraggio estese obbligatoriamente alle aree protette e la valorizzazione della carne dei selvatici abbattuti <strong>(<\/strong><a rel=\"noreferrer noopener\" target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.provincia.pisa.it\/uploads\/2020_02_18_12_59_10.pdf\"><strong>Piano di controllo del cinghiale 2019-2021<\/strong><\/a><strong>)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:20px\">La gestione venatoria degli ungulati, cos\u00ec come di molte altre specie oggetto di prelievo, pu\u00f2 avere <strong>obiettivi diversi<\/strong>: l\u2019aumento dell\u2019abbondanza e della distribuzione di una popolazione oppure il controllo delle sue dimensioni e della sua struttura demografica entro valori definiti (<a rel=\"noreferrer noopener\" target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.isprambiente.gov.it\/files\/pubblicazioni\/manuali-lineeguida\/MLG_91_2013.pdf\">ISPRA 2013, linee guida per la gestione degli ungulati<\/a>).\u00a0Per quanto riguarda alcune specie cosiddette <strong>problematiche<\/strong>, come il <strong>cinghiale<\/strong>, la gestione \u00e8 mirata al controllo della specie, soprattutto nelle <strong>aree non vocate<\/strong>, ove la presenza del selvatico pu\u00f2 arrecare problematiche di danni alle coltivazioni agricole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:20px\">Altres\u00ec la gestione di alcune specie di ungulati, come il <strong>capriolo<\/strong> \u00e8 spesso di tipo conservativo, pertanto le modalit\u00e0 e le tempistiche del prelievo vengono regolate attraverso la caccia di selezione. Questa modalit\u00e0 di prelievo prevede il prelievo selettivo suddiviso per classi di et\u00e0 e\/o sesso con periodi di prelievo prestabiliti.La specie oggetto del prelievo e l\u2019impatto che tale specie ha sull&#8217;ecosistema circostante determina la <strong>strategia di prelievo<\/strong> da adottare, che sia quindi di tipo conservativo oppure mirato al controllo della specie.  <\/p>\n ","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli ungulati selvatici presenti in Toscana sono rappresentati da cinque specie: capriolo, cervo, daino, cinghiale e muflone. Tutte le popolazioni presenti nel territorio regionale, fatto salvo il capriolo nel quadrante sud-occidentale (province di Grosseto, Siena e parte di Firenze) derivano da immissioni avvenute a partire dal 1800. 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